Premi Tondelli 2011
 



Sabato 17 dicembre
Premiazione dei vincitori dei concorsi per tesi di laurea e saggi dedicati a Tondelli.


La giuria era presieduta da Ezio Raimondi (già docente presso l'Università di Bologna, Presidente onorario dell'Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna) e composta da Roberto Daolio (docente presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna); Fabrizio Frasnedi (docente presso l'Università di Bologna); Elisabetta Mondello (docente presso l'Università La Sapienza di Roma); Fulvio Panzeri (curatore dell'opera di Tondelli); Antonio Spadaro (Direttore de La Civiltà Cattolica); Viller Masoni (direttore della Biblioteca Comunale e del Centro di documentazione Tondelli).

Il Premio per Saggi Critici é stato assegnato a Gianni Cimador con un saggio dal titolo: Tondelli e l'esperienza del limite.
Il saggio di Cimador indaga in modo pertinente la relazione tra la scrittura di Tondelli nei primi romanzi Altri Libertini e Pao Pao e l'assunto dell'avanguardia teatrale degli anni Sessanta-Settanta e del Movimento del '77, espressioni di una cultura alternativa che trova una sua centralità nell'esperienza del limite, offrendo un contributo assai articolato, e finora inedito, della relazione con il quadro di riferimento generazionale dei due romanzi, supportato dal confronto con le lezioni di Artaud e Scabia, non certo estranee alla formazione tondelliana.
In questo saggio acuto e originale, l'autore si sofferma e indaga, in un gioco raffinato di rimandi testuali ed extratestuali, il rapporto della scrittura di Tondelli con la messa in scena del corpo: tra natura e cultura, tra oralità e letteratura. Avanzando la tesi di uno sconfinamento dell'una nell'altra ne decodifica una dimensione performativa e desiderante, secondo un processo magmatico che avverte la necessità e l'urgenza di un intreccio di saperi in transito.

Il Premio per Tesi di Laurea triennale é stato assegnato a Eugenio Santangelo con una tesi dal titolo: Il comico del confine. Su Altri libertini di Pier Vittorio Tondelli.
Solo con grande stupore la giuria ha constatato che la tesi di Eugenio Santangelo era l'approdo di una laurea triennale. Il possesso sicuro di uno stile di scrittura da critico provetto, infatti, e la disinvoltura nel navigare con bussola sicura attraversando orizzonti critici complessi e sofisticati facevano pensare a un elaborato di livello magistrale.
Di grande interesse, in particolare, risulta la competenza nel trattare, a proposito delle opere di Pier Vittorio Tondelli, le categorie del comico come territorio di liminarità, della letteratura carnevalesca e della polifonia come approdo, appunto, della pratica dei confini, dello scoronamento e della deformazione. Questo tipo di approccio, inoltre, è originale e apre nuove vie alla ricezione critica dell'opera dello scrittore preso in esame.

Il Premio per Tesi di Laurea magistrale è stato assegnato ex aequo ad Anna Remelli con una tesi dal titolo: Il tema del viaggio nella scrittura di Pier Vittorio Tondelli e ad Andrzej Szewczyk -(De)Costruzione dell'identita del diverso in Camere separate di Pier Vittorio Tondelli


Il lavoro di Anna Remelli, costruito intorno al tema del viaggio, coniuga in modo virtuoso due percorsi di analisi che normalmente, e purtroppo, viaggiano separati. Da una parte, infatti, la giovane studiosa annuncia, e mantiene poi la promessa, un sofisticato percorso di analisi linguistica e formale del sistema narrativo nei romanzi tondelliani, che riassume assai propriamente come codificazione del mondo attraverso la scrittura. Dall'altra, poi, iscrive nel paradigma formale un robusto itinerario di lettura in chiave antropologica che restituisce in modo efficace lo spessore umano e vivente dell'universo dello scrittore.

Il lavoro di Andrzej Szewczyk offre una lettura approfondita e non banale dei temi di Camere separate a partire dal tema della diversità, non inteso solo nell'ambito della sfera sentimentale e sessuale, ma nel contesto del nodo esistenziale che l'autore ha voluto affidare al protagonista del romanzo, quindi l'essere diverso perché "è un solitario, è un artista, fa una professione strana, non capisce bene chi è". Szewczyk indaga il tema in profondità, con una buona e ampia qualità di analisi (sempre pertinenti e non ovvii i riferimenti) e di struttura del testo saggistico.











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