L'abbandono
 

(1993)

Il secondo volume del progetto Un weekend postmoderno è L'abbandono. Racconti dagli anni Ottanta; è stato pubblicato nel 1993, curato da Fulvio Panzeri, da Bompiani. L'indice, nelle sue linee essenziali, è stato elaborato e discusso con lo scrittore. Il viaggio, in questo caso, non è più "pubblico", ma interiore, senz'altro legato a componenti introspettive, se non addirittura autobiografiche. Lo si potrebbe definire un viaggio al centro della scrittura, sia nella condizione di laboratorio, sia in quella di manipolazione dei vari linguaggi e delle varie strutture via via adottate nel corso del decennio. Dopo una prima sezione, "Il mestiere dello scrittore", che raccoglie scritti editi e inediti che l'autore ha elaborato come riflessione sulla propria attività e sul rapporto con il lettore, il libro si struttura come sequenza di racconti di vario genere e di diversa natura. Tra i testi che fanno parte del volume si segnala la serie de "Il diario del soldato Acci", le versioni integrali e definitive di "Un racconto sul vino" e "Pier a gennaio", la riproposta di "Frammenti dello scrittore inattivo" e "Quarantacinque giri per dieci anni", la cui stesura ha influito notevolmente sull'avvio dell'intero progetto Un weekend postmoderno e che, nel volume in questione, per espressa volontà dell' autore, idealmente lo chiude.
I vari racconti sono accomunati da specifici intenti comunicativi, la cui unitarietà è definita dallo sguardo dello scrittore, sempre presente in prima persona nelle singole narrazioni, e dalla peculiare caratteristica di presentarsi come «materiali di scrittura, stati d'animo, frammenti emotivi che forse possono stimolare la fantasia e l'immaginazione più di una piatta catena sequenziale di avvenimenti», come Tondelli avverte nella nota a un testo, "My sweet car", presente nel libro. In "Un racconto sul vino", pubblicato sul "Corriere della Sera" il 22 agosto 1988, Pier Vittorio Tondelli propone un'interessante attraversamento della cultura del vino, a partire da una relazione universitaria. Il testo originale della stessa (35 fogli dattiloscritti) indica il lavoro come un'elaborazione di Pier Vittorio Tondelli per il corso di semiotica (prof. Umberto Eco), anno accademico 1976-77. Lo scrittore, raccontandone la genesi, le intenzioni, ripercorrendo le iniziali prospettive d'indagine, divagando sulle sue radici padane, costruisce una narrazione, sempre in bilico tra memoria e ricerca.
Le motivazioni dell'indagine condotta da Tondelli sono contenute nel Prologo: un libro nel bicchiere della relazione stessa,

quella che potremmo chiamare 'Cultura dell'Alcol', una sorta di universo semantico costituitosi giorno per giorno, fin dagli inizi, un enorme serbatoio di possibilità espressive raccolte in un grande Tumbler. In altre parole se è vero che ogni opera letteraria entra al suo apparire in contatto con tutte le altre opere esistenti ed è da loro motivata, se è vero che 'non si possono fare romanzi se non partendo da altri romanzi' (Frye) allora ricercheremo in quel bicchiere le tracce di un percorso specifico, rovistando e scomponendo i sedimenti, getteremo una lenza in quel vino fatto di libri per pescare un qualche Pequod che ci consenta di imbarcarci verso le acque dell'Alcol letterario.





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a Palazzo Principi: Utopie Cispadane _ Pier Vittorio Tondelli
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"Un racconto sul vino" compie trent'anni.


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