Opere vol.II
 

(2001)

Il secondo volume presenta, accanto a un libro importantissimo come Un weekend postmoderno, tutti i materiali saggistici relativi al "Progetto Under 25", anticipatore, nelle linee progettuali e teoriche, di un'innovazione relativa alla lettura e alla scrittura. Attraverso questa riproposta sarà possibile rivalutare appieno l'apporto che ha avuto Tondelli nell'innovazione letteraria, anche a partire da un'impostazione teorica e didattica di grande importanza che ha anticipato le tesi proposte, ad esempio, da Daniel Pennac. E' questo uno dei grandi pregi del lavoro letterario di Tondelli, la dimostrazione di quanto non abbia voluto essere un talent-scout, ma di come abbia voluto progettare, in anticipo sui tempi e sulle tendenze, un innovativo discorso sull'educazione alla lettura e alla scrittura. Lezione che interessa ancora molto i giovani di oggi, che lo seguono con grande interesse.
Del resto il progetto è assai documentato e ricco di riferimenti, soprattutto a un libro che ha contato per la formazione di nuovi critici e nuovi scrittori negli anni Ottanta, Il lettore, il narrare di Peter Bichsel. Sulle basi teoriche del libro e sulla sua esperienza di scrittore Tondelli ha impostato un progetto che aiutasse i giovani ad orientarsi nella scrittura, puntando sulla selezione dei temi da affrontare, sulle letture che fossero in grado di offrire nuove sollecitazioni, sugli strumenti comunicativi più idonei per strutturare un racconto. Così il progetto e tutta la funzione educativa di Tondelli si basa sulla formulazione di strumenti che mettessero in rilievo come era mutata, nel corso degli anni Ottanta, la possibilità di raccontare storie, che riuscisse a chiarire quello che Peter Bichsel intuisce come il bisogno di "continuare la tradizione del narrare, perché noi possiamo sostenere la prova della nostra vita solo raccontando". E un altro progetto, di dialogo attraverso le narrazioni, come quello della rivista "Panta", trova in Tondelli il suo più appassionato sostenitore. Proprio lui che è diventato scrittore simbolo degli anni Ottanta, perchè ha intuito anche i cambiamenti dei consumi culturali della propria generazione e in qualche modo ha operato una piccola rivoluzione nel restituire dignità (cosa che oggi può essere ovvia, ma non lo era negli anni Ottanta) ad esempio al romanzo di genere (il giallo alla Scerbanenco, per esempio) o riferendosi, oltre che a tradizioni letterarie, anche ai nuovi linguaggi extraletterari come la musica o il fumetto.
Nella sezione "Il mestiere di scrittore", vengono raccolte per la prima volta le schede di lettura, pubblicate via via su "L'Espresso" e su "Rockstar", nonché prefazioni e introduzioni a volumi di vari autori. Ne emerge un curioso e inedito "diario di lettura" che delinea anche le curiosità e gli interessi del Tondelli lettore. Infine la sezione finale propone una serie di conversazioni, alcune mai pubblicate in volume, scelte o per la particolarità del contesto o per l'ampiezza dei contenuti trattati.
Assai interessanti sono le pagine in cui Tondelli mette a nudo la sua identità di lettore. Invitare alla lettura i giovani per Tondelli non è stata una pratica teorica, bensì un atto concreto, svolto attraverso le pagine dei giornali cui collaborava da "Linus" a "Rockstar", testate assai vicine al pubblico giovanile.
Il taglio critico non si addice a Tondelli, anche se la sua sensibilità e la sua pertinenza di lettura denota una inconsueta capacità di analisi critica. E' l'atteggiamento nell'accostare i libri che pone la differenza. Il libro per Tondelli non è, in primis, un testo da esaminare: è un contenitore di storie e di informazioni da vivere in prima persona. Così può diventare un efficace strumento di riferimento letterario proprio nel momento in cui offre spunti di approfondimento, strutture letterarie da verificare nel proprio lavoro creativo. Tondelli privilegia innanzitutto il piacere di leggere che coinvolge vari aspetti: l'interrogarsi sulla natura delle storie, il riferimento ai particolari che lo colpiscono come lettore, l'attenzione a quelle che possono essere definite "illuminazioni" cui la letteratura può far giungere e di conseguenza sulla crescita interiore che la lettura comporta.




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