Un doppio omaggio a Pier Vittorio Tondelli a 25 anni dalla scomparsa.
Si svolgerà nei prossimi giorni a Modena, nell'ambito della rassegna "Schermi e palcoscenici. Dalla parola all'immagine", frutto della collaborazione tra Emilia Romagna Teatro Fondazione e Associazione Circuito Cinema.

Il primo appuntamento è con il documentario "Lo chiamavamo Vicky" di Enza Negroni, in programma alla Sala Truffaut il 30 novembre alle ore 21.00.
Al termine della proiezione incontro con la regista e con Viller Masoni, già direttore del Centro di Documentazione Pier Vittorio Tondelli di Correggio e consulente del film.
Il titolo del documentario (prodotto da Pulsemedia) rimanda al periodo giovanile, quando amici e familiari chiamavano confidenzialmente lo scrittore Vicky. Nel film, infatti, si raccontano gli anni della sua formazione: dalle esperienze culturali giovanili realizzate nella sua città natale fino al romanzo d'esordio "Altri libertini" del 1980. Citazioni dai suoi libri e immagini d'epoca ci presentano il suo paese d'origine: Correggio, "un piccolo borgo della bassa padana" lo definì Tondelli. Il racconto biografico dei suoi anni di formazione è proposto da un insieme di voci narranti: dai suoi familiari ad amici e testimoni che hanno condiviso con lui esperienze culturali e artistiche fra il 1975 e il 1981, fino ad Aldo Tagliaferri, suo scopritore ed editor alla Feltrinelli e poi amico al quale sottoporre i suoi lavori successivi e chiedere consigli. Una coralità di voci e letture che compongono una sorta di ritratto – affettuoso ma mai retorico - del giovane Tondelli e del rapporto non sempre facile con la sua città.

Il secondo appuntamento è invece con "Biglietti da Camere separate. Uno sguardo di Andrea Adriatico su Pier Vittorio Tondelli" (Teatro delle Passioni dal 2 al 4 dicembre), con Alberto Baraghini e Stefano Toffanin, musiche originali di Massimo Zamboni cantate da Angela Baraldi.
Lo spunto è ovviamente "Camere separate", il romanzo di Tondelli più intenso, capolavoro introspettivo della sua maturità letteraria. Due uomini in scena raccontano la storia di Leo, scrittore omosessuale che deve fare i conti con un lutto importante nella sua esistenza. Sarà l'occasione per inseguire le tracce di sé disseminate nel tempo di una vita, dall'adolescenza inquieta in un paese della provincia padana al successo editoriale e ai viaggi per l'Europa mentre la geografia politica ed emozionale di un intero continente cambia pelle.




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